mercoledì 23 dicembre 2015

Bye bye

Cara gente,
dopo più di dieci anni, oggi il mio blog chiude i battenti.
Il perché è presto detto: da domani sono in ferie, la ditta riapre il 7 gennaio, ma io dal 01.01.2016 vado in pensione.
ll 6 ottobre il Tribunale di Milano ha dato ragione a me e torto all'Inps, e cioè che la legge Opzione Donna prevede il raggiungimento dei requisiti (età + contributi) a dover essere entro il 31.12.2015 e non la data di percepimento della pensione.
E, cosa più importante, nella legge di stabilità viene ribadita la stessa cosa, per cui, citando il mio avvocato: "mi sembra ragionevole pensare che l’INPS non abbia ragioni per proporre appello contro la Sua sentenza e che la liquidazione della Sua pensione sarà in via definitiva e non provvisoria".
Dato che la legge di stabilità non avrà valore sino a che non sarà stampata sulla Gazzetta Ufficiale, potrò star tranquilla al cento per cento solo verso la metà di gennaio, ché questi sono i tempi tecnici per la pubblicazione, almeno stando agli anni precedenti.
Naturalmente ho concordato con l'azienda una soluzione nel caso la legge di stabilità cambi oppure che qualche idiota dell'Inps voglia fare lo stesso appello/ricorso alla sentenza.

Tornando al blog: certo, avrei potuto continuare a postare ma ho sempre pensato che questa "avventura", prima o poi, dovesse avere termine (come, del resto, era insito nel nome: dalle8alle5, orario d'ufficio).
Voglio ringraziare tutti voi commentatori, ma anche i solo lettori, per essere stati con me.
Se proprio non ce la fate a sopportare la mia assenza :-)), potete scrivermi cliccando sulla bustina, qui a lato.

Termino facendo gli auguri di Buone Feste a voi e a tutti coloro i quali vi sono cari.

martedì 22 dicembre 2015

Non ci siamo

"Il mio contributo al Bambino Gesù è una donazione volontaria, non un risarcimento" resa possibile grazie "ai miei risparmi e ai vari contributi di beneficenza ricevuti negli anni per finalità caritative", ha spiegato Bertone, specificando che pagherà con versamenti a rate.

Scusa, ciccio, com'è che hai ricevuto dei soldi per finalità caritative e ti sono rimasti in tasca?

"La mia vita non è lussuosa come si continua stereotipamente a dire, capisco le insinuazioni che ci possono essere ma bisogna dire che io ho lavorato per tanti anni, e ho avuto un poco di stipendio e poi qualche offerta benevola che ho sempre riutilizzato per aiutare persone in stato di bisogno - ha detto ancora l'ex segretario di Stato vaticano.

Ciccio, non ci siamo: prima dici che i soldi te li sei tenuti tu, poi che li hai dati ai bisognosi.
Allora???

lunedì 21 dicembre 2015

Renzi? No, grazie

La Ue decide sugli immigrati ma ci lascia fuori
Al pre-vertice c’erano tutti, persino il lussemburghese. A Renzi, per l’ennesima volta, riservato il posto di zerbino

Il greco? C’era. L’austriaco? Pure. Il belga? Presente. L’olandese? Anche. Non mancavano nemmeno il portoghese, il finlandese, lo sloveno e financo il lussemburghese. Soltanto uno non era stato invitato alla preriunione organizzata ieri a Bruxelles dalla Cancelliere Merkel per discutere di immigrati. Indovinate chi era? Esatto: il nostro Matteo Renzi. O un suo rappresentante. Proprio così: l’Italia è rimasta fuori dalla porta, depositata nel portaombrelli all’esterno della sala, esclusa come Fido in certi negozi di alimentari. «Io non posso entrare». Ma guardi che non morde i diplomatici, al massimo i risparmiatori… «Non importa. Non lo vogliamo».

I soliti gufi diranno che è un’altra dimostrazione dell’Italia che non conta nulla in Europa e nel mondo. (Non importa: quelli saranno sistemati a dovere alla prossima Leopolda con un bel concorso sui titoli, sugli articoli e magari anche sulle vignette. Al primo classificato, una bella confezione di olio di ricino). Invece noi che non siamo gufi, possiamo dirlo: stare fuori dalla porta non è un’esclusione, ma una scelta strategica. Ma sì: una tattica fiorentina, una mossa di grande astuzia politica. Entrare nella stanza principale? Sedersi al tavolo con gli altri? Discutere con la Merkel? Confrontarsi con Schulz? Affrontare i commissari? Macché: noi siamo italiani. Molto meglio restare in sala d’attesa, accoccolati sul tappeto. Nessuno ci potrà accusare di nulla. E se va bene, magari ci scappa pure una mano di briscola con il portinaio…

Ma noi non siamo tipi da demordere tanto facilmente. Macché: stiamo lì, irremovibili, accucciati all’esterno di ogni stanza dei bottoni, rigorosamente al di fuori di ogni incontro importante, fermamente decisi a farci escludere da ogni summit decisivo. L’importante è che ci chiamino per la cena, si capisce. A tavola bisogna tenere alto l’onore dell’Italia, e il girovita di Renzi dimostra che da quel punto di vista non temiamo rivali.

La tattica «io resto fuori», d’altra parte, è rigorosamente applicata da Renzi a tutte le grandi questioni internazionali. C’è il vertice a Parigi sul Medio Oriente? Noi non siamo invitati. Si discute sulle Siria? Noi non siamo invitati. Si sceglie il futuro dell’euro? Qualcuno magari ci telefona per informarci di quello che hanno deciso fra Berlino e Parigi. Poi dicono che il premier Parolaio non raggiunge mai i suoi obiettivi: non è vero, sono le solite menzogne della stampa nemica, con cui regoleremo presto i conti. A escludere l’Italia da ogni tavolo importante, per esempio, Renzi c’è riuscito benissimo. Adesso persino il lussemburghese e lo sloveno contano più di noi. Non è una grande prova di coerenza del nostro premier?

D’altra parte, che ci volete fare? Non si può mica essere dappertutto. Renzi deve già occupare tutti i posti disponibili alla Rai, alle Poste, all’Inps, nelle partecipate, negli organi costituzionali, deve entrare nei consigli d’amministrazione, nella Consulta, nelle Ferrovie, e dunque ha modi di entrare pure nelle stanze dei vertici internazionali. Che ci pensino il finlandese e il portoghese, a quelli. Se poi l’Italia viene presa a pesci in faccia in tutto il mondo, se non contiamo nulla nelle grandi crisi, se persino il New York Times sbeffeggia le nostre riforme («Il jobs Acts è inutile») e il famoso piano europeo per l’immigrazione che doveva risolvere tutto si rivela una beffa, se non possiamo più fare una politica economica autonoma, se non possiamo salvare né le aziende (Ilva) né la vita dei risparmiatori (Civitavecchia) perché a Bruxelles quando ci vedono ci scambiano per gli uscieri del palazzo («voi restate fuori»), che importa? È la tattica di Renzi: nascondersi sotto il tappeto fuori dai confini e piallare tutti in Italia. Almeno finché c’è riuscito, si capisce. Perché, si sa, a forza di vederlo fuori dalle stanze che contano, può essere che anche gli italiani ci prendano gusto. E si domandino se non è il caso di completare l’opera lasciandolo fuori anche da Palazzo Chigi. Così, tanto per adeguarsi ai parametri di Bruxelles.

Mario Giordano - Libero Quotidiano

venerdì 18 dicembre 2015

Peanuts

Ho visto Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts.
Carino, con finale - che riguarda l'amore di Charlie Brown, cioè la famosa ragazzina dai capelli rossi - a sorpresa.
Non dico altro, per non rovinare la suspense :-))
Download qui.

giovedì 17 dicembre 2015

Influenza

Ci hanno martellato le orecchie per farci fare il vaccino antinfluenzale e ora salta fuori quel che ho sempre pensato: "Influenza, gli esperti avvertono: La malattia deve fare il suo corso", cioè starsene a letto per 3 - 5 giorni.

Inoltre, Tom Jefferson, uno dei più famosi esperti in campo vaccinale e membro del Cochrane Vaccines Field, dice:
- Gli studi condotti sull'efficacia del vaccino antinfluenzale sono stati "nel 96% dei casi studi di bassa o infima qualità e per noi non è stata una sorpresa, perché li avevamo quasi già letti tutti in precedenza".
- "Nella maggior parte di questi studi c'era una relazione tra bassa qualità metodologica dei lavori e positività dei risultati nei confronti dei vaccini (in altre parole: più lo studio è scadente, migliori sono i risultati per i vaccini)".
- Proprio "secondo le previsioni, c'era una relazione anche tra conclusioni trionfalistiche e il fatto che gli studi fossero finanziati dall'industria, tutte cose che erano già state viste in altre aree dello scibile biomedico".

mercoledì 16 dicembre 2015

Cose poco chiare

Emergono fatti "strani" su Luigino D’Angelo, il pensionato suicida per aver perso 110.000 € a causa del salva banche: secondo l’agenzia di stampa ANSA, che cita non meglio precisate fonti finanziarie, i titoli subordinati di Banca Etruria, il cui valore è stato azzerato,  erano stati emessi nel 2006 e sono stati da lui comprati all’inizio del 2013 sul mercato secondario e non quindi ‘spinti’ dalla banca nella rete di filiali dando disposizioni ai propri dipendenti.
(Fonte: Giornalettismo)

Non è finita: riguardo la signora 90enne in provincia di Arezzo, titolare di pensione sociale minima che, secondo la stampa, avrebbe perso i risparmi di una vita pari a 75mila euro in obbligazioni subordinate che la banca le aveva proposto, dalle stesse fonti si esprimono perplessità. La donna infatti sarebbe titolare presso la stessa banca di conti per diverse centinaia di migliaia di euro oltre a proprietaria di numerosi immobili.
(Fonte: neXt)

Non che ciò diminuisca le responsabilità delle banche (e del governo), però vien da chiedersi quante delle storie che son circolate sui "poverini" truffati siano vere, nel senso di quanto realmente "poverini" (cioè ignari, manipolati e/o rimasti senza un soldo) siano i suddetti "poverini".

martedì 15 dicembre 2015

Soci d'affari

Il procione ha un socio, una volpe (dice lui) davvero bravissima.
Un giorno una colonia di nutrie chiede al procione un'offerta per dieci quintali di trifoglio, che però deve essere inferiore a 0,180 €/kg.
Il procione gira la richiesta alla volpe, che è esperta di trifoglio e affini, la quale gli fa un prezzo di 0,185€/kg.
E no, è troppo caro, ribatte il procione, deve essere molto meno, altrimenti le nutrie non mi fanno l'ordine.
La volpe fa presente che quello è il prezzo migliore sul mercato; lei, visto che sono soci, non ci ha ricaricato niente, è impossibile trovare del trifoglio a meno.
Il procione si lamenta con le nutrie: volete spendere troppo poco, il prezzo che indicate non esiste.
Al che le nutrie lo informano di aver già ricevuto un'altra offerta, da una banda di scoiattoli, a 0,167€/kg.
Il procione riferisce alla volpe, che si meraviglia assai e afferma che un tal prezzo è impossibile, l'unica spiegazione è che gli scoiattoli hanno venduto sottocosto e/o le nutrie mentono.
Certo che sia così, il procione adesso ce l'ha a morte con questi sleali, e più coduti, concorrenti e anche con le nutrie, avide e menzognere.

NdR ogni riferimento a fatti e/o persone reali non è puramente casuale


lunedì 14 dicembre 2015

Pensioni

Tito Boeri, presidente dell'Inps, dice: “Raddoppiati pensionati che emigrano, troppi assegni pagati a chi vive e versa tasse all’estero”.
 [...] “questo fenomeno erode la base imponibile: molti pensionati ottengono l’esenzione della tassazione diretta e non consumano in Italia, con effetti quindi anche sulla tassazione indiretta".

Ciccio, se questi prendono la pensione è perché hanno versato per anni e anni i contributi, mica gli date i soldi in quanto hanno gli occhi belli.
Il tuo ragionamento è tipicamente da professorino bocconiano quale sei: se hai un meno da qualche parte, lo compensi con il primo più che ti capita. Anche se non c'entra niente.

venerdì 11 dicembre 2015

Quasi laureata

Tale Arianna scrive alla D.sa Gianna Schelotto, sul forum "questioni d'amore":
[...]
Fra poco mi dovrei laureare alla triennale. so cosa voglio fare dopo: frequentare l'accademia Maestri Cioccolatieri Italiani. Posso adesso, no?
Evidentemente, no.
Ma sei matta? e poi cosa fai? la ciocolataia?!no eh, non scherziamo. piuttosto,perché non vuoi fare la magistrale, Arianna? E il dottorato? e poi sposarti con un dottore o un ingeniere e farci dei nipotini,sù da brava?
Doc, per piacere, mi dica che se ne esce senza dover scappare o fare violenza ai propri genitori. [...]

A me, leggendo, è venuto lo scoramento
Una quasi laureata, che ha fatto il liceo, scrive "so" minuscolo dopo il punto, "ciocolataia" con una c sola, gli spazi latitano; e vabbe', saranno Orrori di stUmpa, ma "ingeniere" e su con l'accento, no, per questi non ci sono scuse.
Chissà che razza di insegnanti ha avuto.

E lo so che fare la maestrina con la penna rossa non è bello, ma certi svarioni gridano vendetta.
Certo, ne faccio anch'io, ma - immodestamente - non mi pare così marchiani.


giovedì 10 dicembre 2015

Christmas style

Ero rimasta basita vedendo l'abito che la Santanché ha indossato alla prima della Scala, questo:
Da anni non vedevo niente di così orripilante, brutti ma proprio brutti il colore, il modello, la mise in generale.
Non solo, avevo l'impressione che mi ricordasse qualcosa, ma non riuscivo a inquadrare cosa.
Poi ho visto questi fotomontaggi:
e ho capito.
Ah, il cosidetto stilista che ha partorito cotanto orrore si chiama (sic) Ultrachic.

mercoledì 9 dicembre 2015

Le "gioie" della famiglia

A marzo mia mamma ha cominciato a soffrire di vertigini.
A maggio l'ho finalmente convinta ad andare dal medico.
Che le ha dato dei farmaci, i quali però non hanno avuto l'effetto sperato. Anzi, le vertigini erano sempre più frequenti e forti. Al punto di farla svenire.
E così, tra giugno e luglio è caduta a terra, in casa, tre volte.
Di chiamare il medico non ne ha voluto sapere, nonostante le mie continue insistenze.
Ho avvisato del problema mio fratello, risposta: verificherò.
Al che mi son girate le orecchie perché, con un'affermazione del genere, metteva in dubbio quel che gli dicevo, cioè ero una cretina, ma ho lasciato correre. Ovviamente lui si è ben guardato dal fare alcunché, anche se risiede a 400 mt e passa una volta la settimana da lei.
Ho anche fatto presente a mia mamma che prima o poi, cadendo, si sarebbe rotta qualche osso e, alla sua età (84 anni), rischiava di finire all'ospizio su una carrozzina.
Ad agosto la vicina, che l'aveva vista spalmata sul balcone, ha chiamato l'ambulanza.
Risultato: 20 giorni all'ospedale (diagnosi: microfrattura al femore destro); risolti i problemi di vertigini, poi un mese in una struttura a lunga degenza, dopodiché, dal 21 settembre a lunedì scorso, ricovero in una struttura riabilitativa.
Nella quale, a parte un'ora al giorno in palestra, non le hanno fatto niente e di giorno la tenevano sempre sulla sedia a rotelle.
Mio fratello (che abita vicinissimo ai tre posti), ha cercato di scaricare a me (che sto a oltre 40 km di distanza) la gestione pratica della faccenda, col risultato di prendersi un bel calcione sui denti in quanto gli ho rimarcato che sono anni che mia mamma ha fatto/fa a lui, e a sua moglie, da serva, baby sitter e, last but not least, donatrice di bonifici.
Mettere in lavatrice la biancheria della sua genitrice, che di questo, alla fine, si trattava, mi sembrava il minimo che gli pertoccasse.
Adesso mio fratello ce l’ha su con me, perché ho osato fregarmene delle sue rimostranze e, peggio ancora, gli ho rinfacciato tutto quel che ha avuto, gratis, da mia mamma, col sottinteso che io non ho chiesto e avuto mai niente (perché mi son ben guardata dal farlo, chiaro).
Per dire a che livello è arrivato, non mi ha nemmeno informato della dimissione di mia madre dall’ultimo ricovero, l’ho saputo, da terzi, per caso.
Non ho intenzione di polemizzare al riguardo, la miglior risposta a un tale, meschino e miserrimo, comportamento è l’assoluta indifferenza. Così rosicherà ancora di più.
E, dopo questa, con me ha chiuso.


venerdì 4 dicembre 2015

Muni, il gatto

Muni è stato trovato per strada in Armenia. L'ha adottato Ani Hovsepian che ne ha pubblicato foto e video su Instagram facendolo diventare una star del web.
Il perché di ciò è una caratteristica fisica del gatto, che si vede nella foto:
è un cicinin strabico...

giovedì 3 dicembre 2015

Pier Luigi, rimembri ancor...

Bersani: “Se c’è la bandiera del Pd potrei anche andare alla Leopolda. Dove ci sono le bandiere del Pd, io ci vado. D’altronde, si resta segretari a vita”.

Anche se pare l'abbia detto scherzando, a me 'sta cosa ha messo una tristezza infinita. Sa tanto di rimpianto dell'epoca "Festa dell'Unità", salamelle comprese.
Un vorrei ma non posso, infinito e devastante.

mercoledì 2 dicembre 2015

Rotonda sbirola

Sulla strada che mi porta al lavoro, un anno fa è stata inaugurata, con squilli di trombe e alla presenza delle (maiuscole) Autorità Cittadine, una nuova rotonda.
Questa:
click per ingrandire
La prima volta che l'ho fatta ho pensato: ma cosa si è fumato il progettista mentre la disegnava?
Poi mi son detta: taci tu, che di guida ne capisci meno di niente.
Solo che altri conducenti, ben più esperti di me, hanno espresso opinioni simili o peggiori (assai).
I chiodi nella bara ce li ha messi la società che gestisce i bus, quelli che dovrebbero passare nella corsia dedicata e fare, sempre lì, la fermata. Dopo tre mesi dall'entrata in uso della nuova rotonda, ha diffuso un comunicato: si avvisa la spettabile clientela che la fermata alla rotatoria via ABCEF con via GHIJK non è attiva in quanto non ha ottenuto il necessario nulla-osta ai sensi della sicurezza, come previsto dal DPR 753/80, da parte dell’Ente competente.
All'epoca ho mandato copia del comunicato all'assessore ai trasporti del Comune che, strano caso, non mi ha mai risposto.

martedì 1 dicembre 2015

Ex, pussare via

Giornalettismo fornisce 10 consigli per sopravvivere alla riunione con gli ex compagni di scuola.
  • Vincere i dubbi su se stessi.
  • Trovare un accompagnatore.
  • Rimanere rilassati.
  • Scegliere un vestito adatto.
  • Evitare la boria altrui.
  • Portare foto del passato.
  • Visitare la scuola.
  • Andare a bere assieme.
  • Scovare i vecchi amici di scuola.
  • Non mentire mai.
Il consiglio n. 11, mio personale, è: evitare come la peste gli ex compagni di scuola. E anche tutti gli altri ex (colleghi, coniugi, morosi, amici, etc. etc.). 
 

lunedì 30 novembre 2015

Risultato scontato

Nel 1993 l'Unione europea  dispone (Direttiva 104/1993 CE) gli standard comuni che disciplinano l'orario di lavoro, e i relativi riposi, da applicare dal 2000 (Direttiva 34/2000 CE) a tutti i settori dell'economia.
Lo Stato Italiano decide che però ciò non vale per i medici.

Dopo ripetute lamentele dei sindacati di categoria, nel 2012 interviene la Corte di Giustizia Europea, chiedendo all'Italia il perché dell'esclusione.
L'Italia risponde: tapioco come se fosse antani, la supercazzola prematurata con dominus reveriscum blinda.
Al che la CE nei primi mesi del 2014 apre una procedura di infrazione.
Così, a ottobre 2014, il nostro Governo, per non pagare multe, dice: sì, anche i medici hanno diritto al riposo, ma a partire dal 25 novembre 2015.
Ne consegue che, in sintesi:
- massimo 12 ore e 50 minuti di lavoro al giorno
- massimo 48 ore medie di lavoro alla settimana
- minimo 11 ore continuative di riposo nell'arco di un giorno.

Capire che sarebbero serviti più medici di quelli che già c'erano non era difficile.
Solo che programmare per tempo non pare nelle corde del nostro ministro della salute, che all'alba del 26 novembre 2015 ha annunciato che il Governo è al lavoro per assumere medici e infermieri attraverso un concorso.

Un calcolo spannometrico dei tempi:
1) governo al lavoro = 6 mesi
2) concorso = 1 anno
3) presa servizio dei vincitori = 1 anno
totale, 2 anni e mezzo.
In cui negli ospedali ci sarà un casino pazzesco e relativa diminuzione dei servizi ai cittadini.

Grazie, Beatrice.

venerdì 27 novembre 2015

Cat eyes

Narra la leggenda che Percy Shaw, inventore del catarifrangente, abbia avuto il suo lampo di genio grazie all'incontro, di notte, con un gatto mentre percorreva, in auto, una buia strada (era il 1933) diretto verso casa, a Boothtown, nello Yorkshire, in Inghilterra.
Gli occhi “abbaglianti” del gatto per la luce riflessa lo fecero fermare (altrimenti lo avrebbe investito) e si accorse di essere sul lato sbagliato della strada.

A conferma di ciò, il cartellone pubblicitario dell’epoca, in cui diversi gatti neri sono accucciati al centro della carreggiata per indicare la separazione tra i due sensi di marcia


giovedì 26 novembre 2015

Scripta manent

Vanno all'asta alcune lettere "d'amore" di John F. Kennedy, inviate a Gunilla von Post, dal 1954 al 1956.
Al di là del pochissimo buon gusto dimostrato da chi ha deciso di vendere la corrispondenza, quel che mi lascia perplessa è che JFK, senatore dal 1952 e sposato dal 1953, scrive all'amante e non per dirle solo ciao.
O si considerava intoccabile o era un cretino.
A giudicare dall'elenco delle sue conquiste, direi entrambe le cose.



mercoledì 25 novembre 2015

L'État c'est moi! (*)

Il Governo ha un nuovo sito, tutto dedicato alla presidenza del consiglio.
Alla voce "Il Presidente" campeggia un poster (1007 x 363 pixel) della faccia di Renzi.
(Per dire l'ego, i suoi predecessori (silvio compreso) avevano una fotina di 93 x 93 pixel.)

In fondo pagina c'è una bella galleria di foto e video dove il Matteo fa il premier, in svariate occasioni, liete ma anche no.
C'è anche la sua agenda, così gli Italiani sono al corrente dei suoi impegni, giorno per giorno. Quelli che vuol far sapere, ovvio.
E, navigando la mappa, si vede anche tuuuutto quello che il nostro caro leader ha fatto, nei secoli dei secoli.



martedì 24 novembre 2015

Crederci, non importa il costo

Da un anno abbiamo un nuovo "collaboratore", preso con un contratto come venditore che prevede un tot fisso e il resto variabile, in base a quanto ci fa fatturare.
Quando mi hanno presentato il tizio, mi è stato detto che avrebbe trattato un "prodotto nuovo", foriero di millemilioni di nuovi clienti e conseguenti euro di guadagno.

Essendo quella che sono, appena tornata nel mio ufficio, ho cercato su Google il "prodotto nuovo" e ho scoperto che un'enorme multinazionale aveva mollato, due anni prima, la divisione che produceva/vendeva proprio quella roba.
Di sicuro, ho pensato, è stato perché ci guadagnavano troppo, ha ha ha.

Dopodiché ho saputo che il tizio ci era stato segnalato da un "amico" del mio capo. Codesto "amico" ha una rete commerciale, capillare, in tutt'Italia. Chissà perché non se l'è tenuto lui questo super business, eh?

Passati sei mesi senza una sola vendita, ho osato far presente quanto sopra al figlio-del-capo.
Risposta (assai seccata): ma noi ci crediamo!

A tutt'oggi il tizio ha al suo attivo una sola performance: ben € 838,79 (IVA compresa) fatturati ad un cliente che non ci ha mai pagato, in quanto è fallito un mese dopo aver ricevuto la merce.

Ma i miei capi continuano a pagare il tizio, immagino perché loro ci credono. Ancora.


lunedì 23 novembre 2015

Parco buoi, anche con la pensione

La previdenza integrativa in Italia è una brutta storia di promesse non mantenute e di garanzie non rispettate. Vedi il fondo pensione aperto Insieme di Allianz, caso purtroppo non unico.
Un comparto del fondo, in particolare la Linea Sicura, sbandierava un rendimento minimo garantito del 2% annuo. Poteva quindi apparire come un’alternativa diretta al Tfr, col suo 1,5% annuo più tre quarti dell’inflazione. Così molti poveretti si erano fidati della garanzia e avevano aderito, accettando i pesanti vincoli della previdenza integrativa. Ebbene, signore e signori, abbiamo scherzato. O, meglio, vi abbiamo fatti fessi. L’impegno messo nero su bianco non vale più.
Allianz ha infatti inviato agli aderenti a Linea Sicura del fondo Insieme una lettera condita di belle espressioni: “adeguare tempo per tempo e nel modo più ottimale la durata residua dei titoli”, “una strategia gestionale sostenibile e coerente”, “cogliere al meglio le opportunità del mercato” e altre frasi fatte, della stessa risma.
Nella sostanza però gli ha comunicato che dal gennaio 2016 li avrebbe scaricati in un’altra linea, senza più nessun rendimento positivo garantito, men che mai qualche protezione dall’inflazione. Sparirà anche ogni riferimento obiettivo (benchmark) per valutare la gestione. La solita previdenza integrativa all’italiana: rischiosa, opaca, vincolante.
Malgrado il cambiamento unilaterale delle condizioni, uno non può però riprendersi i propri quattrini, diritto che invece ha con un conto deposito, fondo comune ecc. Guai, se lavoratori e risparmiatori potessero sfuggire alla trappola di commissioni, spese e addebiti vari, espliciti od occulti, che è la previdenza integrativa in Italia.
Ai clienti di Allianz, e agli altri in situazioni simili, è concesso solo di trasferire il proprio investimento a un altro fondo o piano pensionistico. Possono unicamente spostare i soldi ingabbiati in quel prodotto a un altro. Ciò conferma che la previdenza integrativa (o complementare) è come una prigione, da cui di regola non si può uscire, ma a volte si può cambiare cella.
(Fonte: Fatto Quotidiano)

venerdì 20 novembre 2015

giovedì 19 novembre 2015

In cerca di miracoli

"Sappiamo bene che Satana sia scatenato contro la famiglia e sappiamo altrettanto bene come il principe delle tenebre non desideri affatto che i figli di Dio formino famiglie sante. Da questa certezza l'idea di organizzare un pellegrinaggio a Medjugorje per soli single il cui scopo principale è implorare la grazia della Vergine Maria per formare una famiglia santa".

Questo dice "L'Esercito di Maria", associazione religiosa cattolica.
La data del pellegrinaggio è dal 31 marzo al 4 aprile 2016.
Chissà in quanti ci andranno, immagino millemila migliaia di persone. 


mercoledì 18 novembre 2015

Gente con cui ho a che fare

Questi sono due esempi, su tanti, della gente con cui sono costretta a confrontarmi ogni giorno.

Esempio 1.
- Pronto?
- Pronto, la signora Dalle8alle5?
- Sono io, buongiorno.
- Buongiorno. Sono la dottoressa Pinca Palla del Ministero dei Cacchi Fritti. L'ho cercata alle 12:15 e alle 12:30 ma lei non c'era.
- ...
- Pronto?
- La sto ascoltando.
- Dicevo che l'ho cercata ma lei non c'era.
- ...
- Pronto?
- La sto sempre ascoltando.
- Sì, dicevo che lei prima non c'era!
(mepensa: cosa vuoi, una giustificazione dell'assenza firmata da mia mamma? non ti viene in mente che la gente va a mangiare, a bere il caffè, al cesso?)
- ...
- Pronto?
- Non ho capito, se c'è, il problema.
- Ah. Ecco io volevo un indirizzo e-mail dove mandare una richiesta di offerta.
(mepensa: dato che sei laureata, cercare su Google il nome dell'azienda e poi copiare dal sito l'indirizzo di posta non dovrebbe essere al di là della tua portata, o forse sì?)
- Glielo dico subito: info@ditta.com.
- No, ho bisogno di un indirizzo specifico.
- Cioè?
- Quello di chi segue i clienti.
- Ci sono più persone, a seconda della richiesta (prodotti e destinazione) questa viene indirizzata a chi di competenza.
- Mi dia tutti gli indirizzi e-mail di queste persone.
(mepensa: ci sei o ci fai?)
- Mi spiace, non è possibile. Lei mandi a info@ditta.com e poi ci penseremo noi a smistarla a chi di dovere.
- E no, così ci vuole un sacco di tempo per avere la risposta.
- ...
- Pronto?
- La ascolto.
- Quindi, non vuole darmi tutti gli indirizzi e-mail?
- Mi spiace, non è possibile.
- Va bene, manderò un fax. Mi dà il numero?
- 02 1234567.
- Grazie, buongiorno.
- Buongiorno.

Esempio 2.
- Pronto?
- Pronto, sono Ciccio della Trasporti Superveloci.
- Buonasera.
- Senta, ho un ritiro da voi per domani ma c'ho un camion in zona adesso, me lo caricate?
(mepensa: ma anche no, sono dieci bancali, ci vorrà almeno mezz'ora)
- Considerando che sono le cinque meno cinque e il magazzino riceve sino alle quattro e mezza, no, non è possibile
- Eh, ma l’autista tra poco vi arriva.
- Eh, i nostri magazzinieri tra poco vanno a casa, quindi se ne riparla domattina.
- Ma è quasi lì!
- Niente da fare, perché ha dieci bancali da caricare e noi fra cinque minuti chiudiamo.
- Ma, insomma, se le dico che l’autista sta arrivando!
- Aspetterà domattina.
- Vabbe’, ma per stavolta potreste pure caricare…
(mepensa: stavolta sarebbe la terza che fai 'sto giochetto, sapevi gli orari, te li ho scritti nella e-mail di presa, ma tu ci provi sempre)
- Quale parte di “no, non è possibile” non le è chiara?
- …
- La saluto, buonasera.

martedì 17 novembre 2015

Sempre di soldi si tratta

Ogni mese l'Isis incassa circa 50 milioni di dollari grazie ai giacimenti di greggio che controlla in Iraq e in Siria. Però i raid non colpiscono i pozzi. Perché le risorse faranno comodo in futuro. Gli interessi economici della guerra.
[...]
Phill Iskandar, esperto del mercato di petrolio libanese dice: «Credo che per sconfiggere l'Isis sarebbe sufficiente colpire i suoi interessi economici, prima di tutto il petrolio. Fimo a oggi nessuno sembra avere avuto interesse reale nel farlo. Ritengo che chi governa il mondo non abbia ancora le idee chiare su quale sarà il futuro della Regione dopo l'Isis e che per ora questo orribile status quo vada bene a molti».

[...] le guerre di religione non sono mai esistite. La religione, come tutte le pratiche irrazionali, può essere usata dal potere, dall’economia, dalla guerra, e non il contrario.
Simone Perotti

lunedì 16 novembre 2015

Varie ed eventuali

Avrei voluto scrivere della lettera che Renzi ha mandato augurando buon lavoro ai professori neo-assunti, elencando gli effetti della riforma della scuola: "Abbiamo fatto tesoro delle tante critiche ricevute, ma mantenuto la parola data: Lei adesso è a tutti gli effetti un insegnante a tempo indeterminato".
Visto che han dovuto assumerli perché la Corte di Giustizia Europea ha detto che i precari della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all’assunzione a tempo indeterminato, non si capisce di che cosa si vanti Renzi.

Poi ho letto un'altra notizia: il “grande successo” di sala e renzi si chiude con un rosso di almeno 400 milioni di euro - nessuno si compra i terreni, presi dai privati al decuplo del valore di mercato.
Né il comune di Milano né la Regione Lombardia hanno i soldi per il nuovo polo tecnologico vagheggiato da Renzi. E allora il premier ha promesso che entrerà in campo la Cdp. Si farà una nuova società, e fondendo le due attuali sparirà il buco dell’Expo.

Non sufficit, ho saputo alcuni dei costi  per la ristrutturazione dell’attico del cardinale Bertone:
- opere edili € 389.054,93
- impianto elettrico € 77.779,49
- impianto meccanico € 148.517,90
- parquet oltre 20 mila €
- impianto di diffusione sonora 19 mila €
- deumidificatore  17 mila €

Ciliegina sulla torta: stanno decidendo che se fai una rapina ma sei affetto da ludopatia, forse non è colpa tua.

Però già è lunedì, quindi non voglio affliggervi/mi troppo, pertanto chiudo con un video simpatico: il nuovo Guinness World Records di Otto, bulldog peruviano.

venerdì 13 novembre 2015

Innesto

Sul mio balcone ci sono, tra le altre, una pianta di pesco (altezza 25 cm) e due di cachi (altezza 15 cm), tutte nate da noccioli, che però producono solo foglie, pertanto ero molto interessata a vedere come si fa un innesto.

Credevo che guardando il video di Sam Van Aken, che è riuscito a far crescere 40 frutti diversi sullo stesso albero, avrei potuto usare il suo metodo e poi, di qui a qualche anno, vedere i miei alberelli in fiore .
E invece, no.
Anche perché mi mancano i "pezzi" necessari, cioè i rametti "fruttiferi" con la gemma da ficcar dentro a quelli "sterili" o come azz si chiamano.

giovedì 12 novembre 2015

La ripresa

Dice la Banca d’Italia nel Supplemento al Bollettino statistico ‘Moneta e banche’: i prestiti in sofferenza, cioè i debitori che non pagano, delle banche italiane a settembre sono 200,4 miliardi.

Col che si arriva a un nuovo livello record dai 198,4 miliardi segnalati in agosto.

Quindi la ripresa c'è, ma (cit. Giulio GMDB) per il culo. 


mercoledì 11 novembre 2015

Parole, parole, parole...

Dopo Piero Giarda nel 2012, Enrico Bondi nel 2013, Carlo Cottarelli nel 2014, è la volta di Roberto Perotti. La spending review non riesce mai a ridurre granché le dimensioni del bilancio pubblico, ma si conferma infalli bile nel portare alle dimissioni i tecnici ai quali il governo si rivolge per riuscirci. 
(Fonte: Corriere.it)

Mi domando quanto ci sono costati tutti questi tecnici.
Il perché si dimettano mi pare, invece, ovvio: nessun Governo vuole davvero tagliare un alcunché di quello che spende (e spande).


martedì 10 novembre 2015

Finta dematerializzazione

Ad un anno da quando la Regione Lombardia ha istituito la ricetta farmaceutica dematerializzata, oltre il 60% delle ricette è fatta in maniera "elettronica", cioè resa disponibile nel Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino.

Però la ricetta è dematerializzata solo in teoria, in pratica il medico la stampa lo stesso su un pezzo di carta, perché, secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, così si evitano disservizi.
Quali disservizi non è dato di sapere.

Torta finita, trattasi del solito facite ammuina, tipicamente italiano.


lunedì 9 novembre 2015

Bastardi senza cuore

Martedì scorso un collega, che fa l'autista, ha avuto un bruttissimo incidente sul lavoro ed è tuttora ricoverato al Niguarda in pericolo di vita, ad oggi non hanno ancora sciolto la prognosi.

Dei tre capi padroni che abbiamo, neanche uno ha mai chiamato la moglie del nostro collega e nessuno di loro è andato all'ospedale.
L'unica preoccupazione che li attanaglia è capire quanto rimborserà l'assicurazione del camion da rottamare.

Non ho mai augurato il male a nessuno, però questi tre se lo meriterebbero.


venerdì 6 novembre 2015

Balabiòtt (dialetto lombardo)

Secondo Wikipedia, balabiòtt è traducibile in "danza nudo", per definire un guitto oppure una persona facile a mostrare entusiasmo e sicumera, ma di scarsa capacità realizzativa e dubbia integrità morale.
E anch'io la sapevo così.

Poi, però, c'è chi la pensa diversamente:

giovedì 5 novembre 2015

Teoria e pratica

Il ministro della Pubblica amministrazione dichiara: «Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va deve essere licenziato».

La legge per punire tali comportamenti c’è. «E’ il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009, che attua la legge 15 del 4 marzo 2009, la cosiddetta legge Brunetta» ha detto lo stesso ex ministro Renato Brunetta alla collega Madia. Il licenziamento disciplinare è espressamente previsto per la «falsa attestazione della presenza in servizio» e fa cenno «all’alterazione dei sistemi di rilevamento» e ad «altre modalità fraudolente».

Gli ultimi dati relativi ai licenziamenti fatti dallo Stato risalgono al 2013: su circa 7 mila procedimenti avviati, sono stati cacciati 220 dipendenti, cioè un po' più del 3%.

Quindi, cara Madia, a me pare evidente la volontà dei vari Enti pubblici di non volere liberarsi di certa gente.




mercoledì 4 novembre 2015

Facebook: prrrrrrrrrrr

Facebook è pronto a permettere nuovamente l'utilizzo di nomi di fantasia o pseudonimi per andare incontro alle richieste della comunità Lgbt e di quella dei nativi americani.

Ciccio, pur avendo io un account su Facebook, necessario per avere notizie e aggiornamenti da un gruppo dedicato alle pensioni, mi son ben guardata dal registrarmi con il mio nome e cognome vero.
E come me han fatto in tantissimi.
Che tu permetta/abbia permesso o meno.

Quindi, se si dovesse scegliere un nome di fantasia, Facebook chiederà il motivo così da poter analizzare la scelta e migliorare il servizio in futuro, a me non importa una cippalippa, perché:
1) mica gli dico che non mi chiamo così davvero
2) e se anche glielo dicessi, il perché della mia scelta son azzi miei.

martedì 3 novembre 2015

Maleducato e prepotente

Suona il telefono del capo, che è andato in banca, rispondo:
- Sì, pronto?
- C'è nomecapo?
- No, non è in ufficio
- Dov'è andato?
(Ora:
1) chi azz sei?
2) a che titolo vuoi sapere i cavoli del mio capo?
3) anche se tu fossi autorizzato a saperli, non te li direi perché non saluti, non ti qualifichi e non chiedi per favore.)
- Non saprei
- Mi dia il numero del cellulare
(Ora:
1) chi azz sei?
2) se non hai già il numero, ci sarà un motivo, no?
3) anche se io fossi autorizzata a dartelo, non te lo darei perché non saluti, non ti qualifichi e non chiedi per favore.)
- Non ce l'ho
- Ma com'è possibile che lei non...
Riappendo.
Inutile spiegare a chi non sa o non vuol capire.


lunedì 2 novembre 2015

Succede solo in Italia

Nel 2007, Equitalia chiede a un bimbo di 2 anni di saldare una serie di fatture mai pagate, relative a un cellulare.
La mamma del piccolo le tenta tutte per spiegare ad Equitalia che deve trattarsi di una omonimia.
Niente, un bel giorno arriva l'ufficiale giudiziario e chiede di vedere il moroso.
Dopo aver constatato che si tratta di un bambino, assicura che farà rapporto per chiarire tutto.

Passano gli anni e la mamma è convinta che sia tutto a posto.
E invece no, Equitalia adesso è tornata a chiedere ancora i soldi all'ormai decenne.



venerdì 30 ottobre 2015

Le capre della Marina

Marina Militare, l’ammiraglio ironizza: “Erba alta? Comprate delle capre”.
A Venezia e Grottaglie i militari recepiscono seriamente la battuta dell'ammiraglio De Giorgi. E si ritrovano una grana: gli animali, comprati per svolgere funzioni prima affidate a contratti troppo onerosi, vanno gestiti, curati, sfamati, munti e protetti dalle intemperie.
Il preposto alla salute di Venezia chiede conto delle condizioni igienico-sanitarie e gli scappa l'ironia: "Viva speranza che le caprette vadano presto a pascolare, tutte assieme, sulle vicine Dolomiti". Risultato? Tre giorni di consegna di rigore con l'accusa di avere diffuso "segreti militari" con "dichiarazioni incomplete".

Se non fosse tutto vero, ci sarebbe da ridere.


giovedì 29 ottobre 2015

Allarme, allarme! ma anche no

Dato che preferisco cibi tipo pasta, riso, pesce, verdure e formaggi, non consumo spesso carne e insaccati.
Ma essendo il mio corpo onnivoro, di solito cerco di mangiarne almeno una volta ogni 15 gg.

Ora, l'allarme Oms sulla cancerosità della carne rossa e trattata mi lascia assai perplessa.
Nel senso che l'Oms non mi sembra per niente affidabile, stando agli altri allarmi pandemia rilasciati negli anni.

La Treccani definisce così il vocabolo pandemia:
s. f. [rifacimento di epidemia secondo l’agg. gr. πανδήμιος «di tutto il popolo» (v. pandemio)]. – Epidemia con tendenza a diffondersi ovunque, cioè a invadere rapidamente vastissimi territorî e continenti.

Pandemie dichiarate dall'OMS:
- Sars: al 2009, circa 800 morti
- aviaria: al 2009,  257 morti

Considerando che la "normale" influenza invernale uccide, nel mondo, tra 250mila e 500 mila persone ogni anno, a me sembra che l'Oms o ci fa o ci è.


mercoledì 28 ottobre 2015

Instant karma

Martin Shkreli, 32 anni, dopo una breve e brillante carriera negli hedge fund [...] ha fondato la Turing Pharmaceuticals, ha comprato i diritti sul Daraprim e ne ha aumentato il prezzo del  5.000% dalla sera alla mattina, mandandolo a 750 dollari alla pastiglia e facendo impennare il costo dei trattamenti a livelli insostenibili per i più.

Il Daraprim si usa contro la toxoplasmosi e per i pazienti sieropositivi e [...] fino a qualche giorno fa costava 13 dollari e 50 a pastiglia.

Ovviamente c'è stata una mezza rivoluzione sul Web contro Martin Shkreli, ma senza nessun effetto concreto.

Adesso Imprimis Pharmaceuticals ha annunciato che produrrà e venderà a meno di un dollaro a pastiglia un farmaco uguale con anche un componente, il leucovorin, che mitiga gli effetti negativi del principio attivo e questo permette sia di schivare la tutela sulla proprietà intellettuale della formula del Daraprim, che [di] evitare la lunga trafila necessaria per l’approvazione di un nuovo farmaco, perché la Imprims non produce farmaci nuovi, ma riformula farmaci già approvati in combinazioni che non sono sul mercato, ad esempio fornendo medicine da bere per chi non riesce a prendere le pastiglie o viceversa.

In sostanza, un gran bel vaffanculo a Shkreli.



martedì 27 ottobre 2015

Evitare, no?

Il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha scritto la prefazione del libro Elogio della omeopatia (Cairo Editore, Milano). L'autore è Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, ovvero l'associazione che raggruppa le principali aziende italiane produttrici di rimedi omeopatici.
(Fonte: CICAP)

Ora, già non va bene che un ministro faccia una prefazione a un libro scritto da qualcuno per vendere qualcosa, se poi il qualcosa è l'omeopatia e il ministro quello della salute, è ancora peggio.

Ah, no, un attimo: il peggio è un ministro della salute che ha, come titolo di studio, il diploma di maturità classica e basta.


lunedì 26 ottobre 2015

Pretese

C'è un (ex) cliente che non compra da tre anni, ma ogni sei mesi manda una richiesta di offerta per una dozzina di prodotti.
Le prime due volte, ho risposto.
In cambio ho avuto silenzio assoluto, non mi aspettavo un "no, grazie", ma almeno la conferma ricezione dell'e-mail sì. Niente, neanche quella.
Dato che preparare l'offerta è una roba lunga perché bisogna compilare un sacco di moduli, questionari e allegare un mare di carta aggiuntiva, da un bel tot lo ignoro, anche perché ho saputo che tempo fa sono stati comprati da una multinazione che tratta (anche) gli stessi prodotti che, in teoria, dovremmo vendergli. Quindi, è ovvio che comprano dalla casa madre, mica da noi.
L'altro giorno mi ha telefonato un tizio che si è qualificato come l'ing. Pinco Palla del (ex) cliente.
Ha voluto sapere perché non rispondiamo alle loro richieste.
Perché son tre anni che non comprate, ho detto.
Ah, il fatto è che avete prezzi troppo alti, mi ha spiegato.
Ma dài, ho pensato, e io che mi credevo vi stavamo antipatici.
E' che, per procedure interne, abbiamo bisogno di un minimo di due offerte, ha continuato lui.
Mi spiace tanto, di offerte non ne faremo più, ho replicato.
E perché mai?, ha voluto sapere lui.
Perché farvi un'offerta comporta un lavoro di mezza giornata, e non possiamo sprecare ogni volta così tanto tempo per niente, ho risposto.
Ma noi dobbiamo avere una vostra offerta per confrontarla con l'altra! altrimenti il sistema ci obbliga a un iter complicato, ha esclamato lui.
Ho confermato: mi spiace, ma non vi faremo più offerte.
Al che lui ha mugugnato un qualcosa e poi ha riattaccato.
Cioè, fammi capire, per non evitare complicazioni a te, me le prendo io, aggratis?


venerdì 23 ottobre 2015

Che goduria!

Anche se è non è bello dirlo, sono molto lieta dell'arresto di Antonio Mastrapasqua, quello dalle 25 "poltrone", che incassava 1,2 milioni di euro l'anno in prebende, nonché ex presidente dell'Inps. 

L'uomo, vuoi per la sua ingordigia, vuoi per i suoi atteggiamenti, vuoi per averla (sinora) sempre fatta franca non mi è mai piaciuto. 
Peccato solo che gli abbiano dato i domiciliari.

giovedì 22 ottobre 2015

Conti da sistemare

Nella Legge di Stabilità sono stati stabiliti dei parametri riguardo al deficit delle aziende ospedaliere. Quelle con disavanzi superiori al 10% o ai 10 milioni di euro devono entrare in piano di rientro sotto la responsabilità diretta del direttore generale. Che se fallisce il ripiano perderà il posto.
Ecco l'elenco dei "bravi e cattivi":

AZIENDE OSPEDALIERE- anno 2014
(COMPRESI UNIVERSITARIE E IRCCS)  
Regione Totale Aziende Totale Aziende in deficit Aziende in deficit a rischio piano di rientro
Piemonte 6 6 3
Lombardia 35 0 0
Veneto 3 2 2
FVG 5 0 0
Liguria 2 2 2
Emilia R. 6 0 0
Toscana 4 4 3
Umbria 2 0 0
Marche 3 0 0
Lazio 9 9 9
Campania 10 1 0
Puglia 4 0 0
Basilicata 2 0 0
Calabria 5 4 2
Sicilia 9 0 0
Sardegna 3 3 3
Totale 108 31 24


mercoledì 21 ottobre 2015

La fiducia è una cosa seria (cit.)

Sul Fatto Quotidiano, il medico Salvo di Grazia pubblica un lungo articolo titolato "Vaccini, perché i genitori hanno paura?", a favore delle vaccinazioni.

Ora, io non ho le competenze per dire se è giusto o sbagliato vaccinare e quanti e quali effetti collaterali ci siano/possano esserci.
Quando ero piccola i miei genitori mi hanno fatto le vaccinazioni che, all'epoca, erano usuali.
Però, una volta raggiunta la maggiore età, non ho mai voluto fare un vaccino.
Il perché lo spiega bene, in un commento all'articolo, tale crabiolu:
La mancanza di fiducia. Di un sistema sanitario corrotto, di informazione scorretta, di una medicina ufficiale cinica e bugiarda, di un ministro della Salute incompetente, di una propaganda ipocrita e opportunista, di dati ufficiali drogati dal business, insomma la medicina oggi risponde agli stessi requisiti di qualsiasi altro affare commerciale miliardario e molti lo percepiscono e tendono quindi a proteggere ciò che hanno di più caro. È diffidenza per le istituzioni, caro mio, e questa non è paranoia o ignoranza. È buon senso.

martedì 20 ottobre 2015

Bell'orgoglio!

Matteo Renzi va in visita alla multinazionale Danieli in Friuli e twitta: “Ci rende orgogliosi nel mondo”. E parla pure di tasse ed evasione fiscale.

Parla per te, sarai orgoglioso tu, ma tanti altri no.
Perché c'è in ballo un processo per una maxi frode fiscale che vede coinvolto il Gruppo Danieli e altri sei "capi"  della società Danieli Officine Meccaniche.
Era meglio se stavi zitto, anzi non ci andavi proprio alla Danieli.

lunedì 19 ottobre 2015

Boeri e i consulenti del lavoro

Durante l’Assemblea degli Industriali di Treviso, tenutasi il 10 ottobre 2015, il presidente Inps Boeri avrebbe pronunciato dichiarazioni offensive verso i consulenti del lavoro: “Il principale ostacolo alla digitalizzazione dell’INPS sono gli intermediari, in particolare i consulenti del lavoro, che costituiscono un costo per le aziende“.

I quali consulenti del lavoro non la prendono bene: "Non vorrei che Le sfuggisse che, grazie al nostro lavoro, l'Inps aggiorna mensilmente gli archivi di circa 1.300.000 aziende e di circa 7.000.000 di lavoratori; il tutto senza alcuno sforzo né impegno di risorse da parte dell'Istituto.
Non vorrei che Le sfuggisse, tra l'altro, che l'indispensabile ruolo dei Consulenti del Lavoro, risiede nell'opera certosina di riallineamento dei Vostri archivi, troppo spesso inficiati da percorsi di riorganizzazione dei flussi informatici che non vanno a buon fine o non danno i risultati attesi. Come sta avvenendo in queste ore per le difformità Uniemens con i nostri studi che non ricevono risposte dalle sedi, nonostante si tratti in buona parte di posizioni regolari. E, beffa finale ma non inusuale, con il sito dell'Istituto bloccato da giorni proprio in quella sezione.
[...]
pertanto, da questo momento, ci asterremo dal prendere parte ad incontri operativi con i dirigenti e i funzionari dell'Istituto e segnaleremo nelle sedi più idonee i malfunzionamenti e i disservizi che dovessero scaturire dalle Vostre procedure".
Firmato:  IL PRESIDENTE Consiglio Nazionale dell’Ordine Consulenti del Lavoro Marina E. Calderone.